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Keep calm and face sit

Ognuno di noi ha delle convinzioni su argomenti che non conosce: difficile venire a capo dell’information overload che chiamiamo “esistenza” altrimenti. Il nostro modo di affrontare le infinite varietà di vite possibili è applicare un insieme di filtri a quelle degli altri, soprattutto se molto lontane dalla nostra, ma purtroppo quello che nasce come meccanismo di difesa e conoscenza si trasforma spesso in un groviglio di pregiudizi.

Veniamo ai fatti: nel rigurgito di moralismo e controllo tipico di tutte le reazioni all’evoluzione il Parlamento inglese ha prodotto una legge che sembra scritta dai Monthy Python, non fosse che, purtroppo, è una cosa seria. È una legge che regola quello che si può e non si può fare nei film porno, cioè nella messa in scena delle nostre fantasie sessuali, cioè nell’ambito meno regolamentabile di tutti.

Il problema dei porno è che, pur essendo fantasie, gli attori che li realizzano sono esseri umani, in carne e ossa: uomini e donne che fanno – più o meno – tutto quello che vediamo e spesso quello che si vede è esagerato, violento, a volte disumano. Quasi sempre – ma non solo – violento e disumano nei confronti delle donne, al punto che chi è al di fuori di quel mondo tende a dare per scontato che quelle donne siano praticamente ridotte in schiavitù (e attenzione: troppo spesso lo sono, non fosse che anche solo una sarebbe troppo).

E poi cosa succede? Succede che i “sex workers” inglesi protestano contro questa legge, in piazza: una bella manifestazione con tutti i crismi, con i cartelli, gli slogan e tanta gente incazzata. Donne del porno comprese, e no, non sembrano schiave. Ops.

Nel frattempo, in Italia, a Milano, c’è chi si indigna per una pubblicità di lingerie perché “pornografica”, ennesimo episodio di una campagna per la moralizzazione che sembra dimenticare che anche le donne sono animali sessuati. Che un corpo splendido in bella mostra eccita anche le donne e non a caso è usato per vendere a loro, sia perché per un attimo si sentono belle e desiderabili come Belen (neuroni a specchio anyone?), sia perché una bellissima donna è erotica per tutti, non solo per chi ha pulsioni del tipo considerato “giusto”.

In genere, da tempo ormai, sono sempre più a disagio nel contrasto tra un certo femminismo, negazione del corpo e libertà sessuale. So da dove nasce tutto questo, e cioè dall’abuso che troppi uomini fanno delle loro donne, e voglio e combatto per un mondo sicuro per noi donne, ma non voglio un mondo asessuato e politicamente corretto.

L’idea che il corpo e il piacere sessuale siano esclusivo territorio maschile, come se per le donne sedurre non fosse eccitante (e una forma di potere altrettanto pesante della forza fisica maschile) rischia non solo di far sembrare noi donne una banda di frigide moraliste (che vabbè, se si tratta di salvare vite, chissenefrega) ma soprattutto di far dimenticare a moltissime donne che il loro corpo, un corpo esposto, desiderato, bramato, svilito, abusato è comunque il loro corpo, una straordinaria fonte di piacere sia in sé sia se goduto insieme agli altri.

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